Omaggio a Fiorenza De Bernardi, prima pilota di linea italiana

Forza, determinazione, identità, equilibrio emotivo. La vita di Fiorenza De Bernardi è stata scandita dalle sfide, che vogliamo ripercorrere per rendere omaggio ad una figura storica per la aviazione civile italiana.
Fiorenza de Bernardi nacque a Firenze il 22 maggio 1928. Era figlia di Mario de Bernardi, celebre aviatore e colonnello della Regia Aeronautica / Aeronautica Militare. Ottenne il suo primo brevetto di volo nel 1951. Dopo aver volato inizialmente su piccoli aerei da turismo e nelle competizioni aeree, nel gennaio 1967 venne assunta da Aeralpi, diventando la prima donna pilota di linea in Italia.Nel 1969 divenne la prima comandante donna di linea in Italia, per la compagnia Aertirrena (poi divenuta Avioligure). Durante la carriera ha pilotato vari tipi di aeromobili: tra questi il turboelica De Havilland DHC-6 Twin Otter, il trimotore Yakovlev Yak-40 e il quadrimotore Douglas DC-8. Complessivamente ha accumulato oltre 6.500 ore di volo. Tra le rotte servite, anche quelle verso piste di montagna: per esempio voli Milano–Cortina e Venezia–Cortina. Dopo il ritiro — causato da un incidente automobilistico che la costrinse a lasciare l’attività di volo — continuò il suo impegno per promuovere la presenza femminile nell’aviazione.
Fu presidente dell’Associazione Donne dell’Aria (ADA), e inoltre ricoprì ruoli di rilievo come vice-presidente della European Women Pilots Federation (Federazione Pilote Europee) e membro di associazioni internazionali come le The Ninety‑Nines (organizzazione mondiale di donne pilota) e l’International Society of Women Airline Pilots (ISA). Il suo contributo all’aviazione e al progresso delle donne nel settore è stato riconosciuto ufficialmente: l’ENAC ha istituito il “Premio Fiorenza de Bernardi” per promuovere giovani donne pilota, in suo onore. Si è spenta a Roma il 6 dicembre 2025, all’età di 97 anni.
Fiorenza ha dimostrato a tutti noi il potere della componente psicologica nell’ottenere gli obiettivi desiderati, tracciando una rotta per le donne in aviazione impensabile prima di lei.
Marcello Ralli nei primi anni 60

Marcello Ralli nasce nel 1933.
Fin da molto piccolo dimostra passione ed uno spiccato talento per il disegno.
A soli 14 anni gli viene affidata l’illustrazione di una piccola serie di fascicoli a fumetti. Frequenta il Liceo Artistico di via Ripetta a Roma, collabora con disegni e scritti alle riviste Ali, Cieloe Oltre il Cielo, che pubblicano anche diverse sue copertine. Ancora reperibile in commercio qualche copia in buono stato di “Aerei d’Oltre Cortina” Editrice Cielo, illustrato con Giorgio Bigozzi e pubblicato nel 1953.
Si appassiona talmente al volo da voler conseguire i brevetti di volo di 1° e 2° grado (l’equivalente della attuale licenza di pilota privato).
Frequenta la facoltà di Architettura a Roma completando tutti gli esami del biennio con buoni voti e continua a collaborare con scritti, disegni e copertine per riviste di Aviazione, tra le quali Alata.
Interrompe gli studi per entrare in Aeronautica Militare. Nel 1956 ,a 23 anni, entra come Ufficiale pilota in Aeronautica Militare e vola sul caccia bombardiere F84-F e su F86- K dove consegue i bevetti militari e svolge attività su F-84-F (cacciabombardiere) e F-86-K (caccia radar). Durante il periodo militare, oltre a disegnare copertine per la collana di un editore inglese dedicata a storie sulla guerra, disegna un fascicolo dedicato all’illustrazione scherzosa dei codici vocali da utilizzare dall’aviazione da caccia in azione bellica. Il fascicolo riscuote un grosso successo ed è tuttora noto nell’ambiente dell’Aeronautica Militare. Si Congeda con il grado di Capitano nel 1962
Non ha comunque mai smesso di disegnare per riviste aeronautiche e altre pubblicazioni. Ha collaborato insieme adun nutrito gruppo di artisti alla pubblicazione di Fabbri Editori dedicata alla storia dell’aviazione. In seguito ha curato la grafica di immagine di una grossa Industria ed altre produzioni pubblicitarie.
Nel 1962, stesso anno del congedo da AM, entra nella compagnia di bandiera Alitalia, dove rimarrà fino al 1993. Inizia a volare come copilota sul turboelica Vickers Viscount. Nel 1968 viene nominato Comandante sul Caravelle, e a seguire su DC9/30, B727, DC8/43, DC8/62 e B747, su quest’ultimo ricoprirà per molti anni l’incarico di Capopilota.
Negli anni ’70 le più importanti istituzioni dell’aviazione civile mondiale (come IATA ed FAA) cosi come i maggiori costruttori di aeromobili, decidono di impegnarsi nella Sicurezza del Volo puntando sul Fattore Umano (Human Factor), che fino a quel momento non era stato sufficientemente indagato e considerato nella sua importanza.
Marcello Ralli, che assume in Alitalia gli incarichi di istruttore, esaminatore e staff in ambito Sicurezza Volo, dà il contributo più significativo nella introduzione nella compagnia, del CRM Cockpit Resource Management, ovvero, la prima generazione dell’attuale Crew Resource Management.
Nominato direttoredel Settore Human Factor,studia le pubblicazioni (quasi assenti allora nel repertorio italiano) che trattano l’argomento e trasferisce nozioni teoriche e modelli formativi in “seminari”, che da quel momento introducono la cultura dello Human Factor in Alitalia, ed in Italia.
Viene incaricato presso ECAC (European Civil Aviation Conference) per la definizione programma di formazione ed esame “Human Performance & Limitations”.E’ membro dal 1964 dell’EAAP e del JRC (Joint Research Center); associato dell’European Board degli Specialisti in Psicologia e Fattori Umani e del Gruppo di Lavoro EAAP per l’addestramento professionale degli equipaggi di volo e della rivista “Cognition, Tecnology and Works”.Partecipa attivamente alla elaborazione CRM per l’Europa, diventa nel 1979 istruttore qualificato CRM presso la compagnia americana United Airlines (USA).Nel 1985 si laurea in Psicologia Sperimentale presso “La Sapienza” di Roma, con una tesi sulle problematiche percettive dei piloti in particolari momenti di rischio.
Pubblica nel 1993 libro “Fattore Umano e Operazioni di Volo” (edizioni Libreria all’Orologio, Roma).
Dopo il pensionamento diventa consulente di Alitalia dal 1993 al 1999.
Nel 1998 fonda la Ralli Associates-Aviation Psychology che collabora con enti aeronautici privati e governativi e con l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, per le evidenze di fattore Umano negli incidenti aeronautici. Ne rimane presidente per tutta la vita.
Il Comandante Marcello Ralli è venuto a mancare il 10 febbraio 2020. Padre dello Human Factor e primo psicologo dell’aviazione in Italia, è stato un punto di riferimento per la maggioranza di chi in questi anni si è formato nel nostro ambito. Persona di ingegno acuto e creativo, sempre cortese e disponibile, è stato un vero signore in aviazione e nella vita.
PADRE AGOSTINO GEMELLI (1878-1959)

Non è facile immaginare un francescano con la tuta di volo e gli occhiali da aviatore, eppure non è raro imbattersi in foto che ritraggono padre Agostino Gemelli, fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in tali circostanze. E infatti padre Gemelli conseguì il brevetto di volo nel 1939 non per semplice passione, ma poiché anni prima iniziò, sul comando del Regio Esercito, studi di psicologia aeronautica con l’iniziale obiettivo di limitare le ingenti perdite che si verificarono durante la Grande Guerra, ponendo così le basi dello studio della fisiologia dell’uomo in volo in Italia. A Gemelli fu proprio affidato il comando del primo “Gabinetto per le ricerche psico-fisiologiche sull’aviazione e per le visite di controllo dei piloti”. Per questo Gemelli iniziò a volare come osservatore medico a bordo dei velivoli dell’Aeronautica basati a Lonate Pozzolo, vicino all’attuale aeroporto di Malpensa, fino a convertire uno di questi in un vero e proprio laboratorio volante per la sperimentazione fisiologico-comportamentale. Padre Gemelli fu tra i primi a trattare la psicologia come una scienza sperimentale con metodi comuni alle altre scienze, in primis la fisiologia: l’uomo, sosteneva Padre Gemelli, ha una condotta con la quale persegue dei fini, comportandosi in determinati modi, reagendo con atteggiamenti particolari e adattandosi a determinate condizioni ambientali. Ed è proprio lo psicologo a studiare tale condotta proponendosi di determinare le leggi alle quali questa obbedisce. Gemelli introdusse l’esame dei tempi di reazione semplice, secondo il Padre di fondamentale importanza in una prima fase selettiva dei piloti. A seguire si sarebbe dovuto prendere in considerazione il tempo di reazione in situazioni complesse, così da andare oltre al modello lineare stimolo-risposta e per ottenere informazioni sullo stato attentivo dei piloti e studiarne le reazioni di scelta. Padre Gemelli fu quindi tra i primi a considerare le competenze aeronautiche non solo come abilità psicomotorie, ma anche e soprattutto cognitive e relazionali.
Gli studi di Padre Gemelli consentono la pubblicazione nel 1942, insieme a Rodolfo Margaira e Arturo Monaco, il primo “Trattato di Medicina Aeronautica”, un’opera in tre volumi grazie al quale ancora oggi viene considerato il pioniere di questa disciplina, colui che ha introdotto la psicologia sperimentale nello studio dei fattori umani e che ha stabilito, durante la Grande Guerra, i primi criteri psicoattitudinali per la selezione dei piloti. Oggi all’ingresso del Reparto di Medicina Aeronautica del Centro Sperimentale di Volo di Pratica di Mare, ente militare italiano che svolge attività di studio e ricerca sulle problematiche emergenti di medicina aeronautica e spaziale, è eretta una statua in onore di Padre Gemelli.
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